_IL CORRIDORE/THE RUNNER/LE COUREUR/EL CORREDOR HOME
Amore, sofferenza, rivincita. La vera storia di un operaio diventato Campione del mondo di corsa estrema a 60 anni.
Love, pain, revenge. The true story of a worker who became the Ultra Trail World Champion at 60 years old.
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(contiene la sinossi del film, l'immagine di copertina e alcuni fotogrammi del film, le schede degli autori, le note tecniche ecc)

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(it contains synopsis, cover images and some frames form the movie, authors biographies and technical notes)
 
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Rassegna Stampa/ Press Review
"IL CORRIDORE" è stato selezionato a Sport Movies & Tv 2010 - 28th Milano International FICTS Fest,Fase Finale del Campionato Mondiale del Cinema e della Televisione sportiva "World FICTS Challenge".
Il Festival, organizzato dalla FICTS (Fédération nternationale Cinéma Télévision Sportifs, a cui aderiscono 103 Nazioni) riconosciuta dal CIO, avrà luogo a Milano (Italia) dal 28 Ottobre al 2 Novembre 2010.

"THE RUNNER" has been officially invited to Sport Movies & Tv 2010 - 28th Milano International FICTS Fest, Final Phase of the Worldwide Championship of the Cinema, sport and Television. The Festival, organized by the FICTS (Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs, joined with 103 Countries), recognized by the International Olympic Committee, will take place to Milano (Italy) from 28 October to 2 November 2010.

"Il Corridore" parteciperà al Barcelona Ficts Festival
Il Film, nella sua "nuova" versione cinematograifca da 52', sarà proiettato il 10 Giugno presso il Centro Excursionista de Catalunya
"The Runner" has been selected for competition at BCNSFF Barcelona International Ficts Festival

"Il Corridore" recensito sulla rivista di cinema Close-Up / "The Runner" reviewed on Close-Up magazine
Il Corridore è la storia di un uomo sconfitto dalla vita, ma vincitore nello sport. È così che si autodefinisce Marco Olmo, sessantenne campione di corsa estrema, con titoli conquistati in tutto il mondo e giunto primo per due anni consecutivi dell’Ultra Trail du Mont Blanc, gara di corsa in salita che sfida la montagna più alta d’Europa. Una vera gara-massacro che vede ritirarsi decine e decine di giovani allenati e preparati ogni anno, ma domata da un vecchio contadino schivo e dai modi spicci.
Prima di far diventare la corsa l’unica ragione di vita, Marco è stato un operaio nelle cave di un paesino delle alpi piemontesi, un luogo semplice e solitario, che l’ha decisamente formato nel carattere.
Insieme a sua moglie, che l’accompagna da trent’anni in ogni competizione, Marco si allena, sceglie i materiali più adatti ai differenti terreni, studia i percorsi e i rifornimenti. Una preparazione meticolosa che si unisce a una forza di volontà senza pari.
Paolo Casalis e Stefano Scarafia fanno un ritratto di questo iron-man italiano seguendolo nelle gare di avvicinamento all’UTMB del 2008, la sfida che deciderà il suo ingresso definitivo nella leggenda, 21 ore per il terzo titolo di fila.
Ai due registi però non sembra interessare l’esito della corsa, non vogliono sapere se Marco vincerà o meno. Il modo con cui si avvicinano a questa figura tanto affascinante e singolare è delicato e rispettoso, più diretto a scoprire cosa ci sia sotto quella pelle dura da montanaro cocciuto e infaticabile, che a esaltare le gesta di un esempio da seguire. Cosa spinge Marco Olmo a imprese del genere ci è dato solo di immaginarlo. Nemmeno lui risponde in maniera diretta alla domanda. Si nasconde, svicola, corre via. Lascia a mezz’aria “corro per vendetta, per rifarmi”, ma la sua vendetta non ha un bersaglio visibile, non a noi spettatori almeno.
Non c’è spettacolarizzazione dell’impresa sportiva come spesso capita nelle storie di campioni. Nel documentario, realizzato con il sostegno della regione Piemonte e della Torino Film Commission, domina l’umano, ciò che avvicina la straordinarietà della vicenda all’umanità del protagonista. I due registi sono bravi a non fare troppe domande ai conoscenti, ai colleghi, alla moglie stessa di Marco lasciando spazio al suo corpo, alla sua fatica, la sua tenacia, agli acciacchi della sua età che rendono la sua figura ancora più terrena e vicina, più normale.
La qualità audio video
Il 16/9 scelto è accettabile, sebbene la visione sul piccolo schermo può essere penalizzata dall’unico formato. Musiche un po’ ridondanti, ma suono di altissimo livello (stupenda la sequenza iniziale con i passi del corridore sulla neve che riecheggiano per i boschi).
Extra
Per chi non sia rimasto stupito abbastanza dalla storia di Marco Olmo narrata nel film, il suo palmares è reperibile negli extra del disco. Il trailer e le biografie dei registi sono solamente ordinaria amministrazione.

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A Deejay Chiama Italia Aldo Rock e Linus parlano
di Marco Olmo e del film "Il Corridore"

da Deejay Chiama Italia del 27/11/09

 
   
 
           
 
 
                   
     
             
From "Runningmovies.com"
Meet Italian Marco Olmo, Ultra runner and defending champion as he spends a year training for what may be his final race, Ultra Trail du Mont-Blanc. Starting his running at age 27, he is now more than double that age and still bringing home more hardware on each outing. By day he works as a driver in a quarry, and other times he can be found in the remote areas around his town putting in the miles. His wife, Renata, is his support team and sounding board. She appears to be the one who knows Marco the best, if anyone can say that they know him at all.
There is a short (85K) tune up race, the Cro-Magnon(6 time previous winner), before the final preparations for the 167K climax run. Watch this wonderful documentary to get a taste of elite trail running, from the community to the psychology of the event.Captions are provided in Italian, English, French, or Spanish, yet at times you must read quite fast to keep up with the story. If you have never heard of Marco Olmo, do yourself a favor and watch this movie, and afterwards you will ask yourself how you were unaware of one of this running legend who people have called Desert Fox, Extraterrestrial, Superman, Camel, and "The man who has stopped time"

Dal mensile "Correre"
Venerdì 28 agosto, a Chamonix (Fra), nell’ambito dell’Ultra Trail du Mont Blanc, verrà presentato il film documentario "Il corridore", che racconta la storia di Marco Olmo, che i lettori di Correre ben conoscono.Fu proprio lungo i 167 km del giro del tetto d’Europa che si consolidò la leggenda del corridore di Robilante (CN), che si impose per 2 volte consecutive, nel 2006 e 2007, a sessant’anni ormai raggiunti e battendo in maniera netta i più quotati ultratrailer, statunitensi e francesi soprattutto. Nel 2007, in particolare, si lasciò alle spalle miti del mondo trail come Dawa Sherpa, Vincent Delabarre, Cristophe Jaquerod, portò al ritiro l'immenso Scott Jurek e rifilò più di 6 ore al sempre troppo osannato Dean Karnazes.Le telecamere dei due registi piemontesi Paolo Casalis e Stefano Scarafia hanno seguito per un anno intero il campione italiano nella sua preparazione all’Ultra Trail du Mont Blanc 2008. Il film non si limita però a riprenderne gli allenamenti e le gare, ma racconta con immagini e parole la dura vita di Marco, segnata dalla scelta di abbandonare il lavoro in campagna per diventare operaio in quel cementificio che in tutto il film ritorna come presenza imponente che sovrasta l’intera valle.
Se i due giovani registi avessero seguito la trionfale stagione 2007, il film avrebbe probabilmente finito per essere una celebrazione di un successo dopo l’altro. Invece il 2008 è stato per Olmo un anno nero caratterizzato da sconfitte dolorose (il quarto posto al Cro Magnon dopo sei vittorie consecutive) e amari ritiri (quello all’UTMB al 149° km). Un’annata in cui lo scorrere del tempo gli ha presentato il conto con acciacchi che non lo hanno mai lasciato in pace, e in cui sul panorama dell’ultra trail si sono presentati giovani leoni della classe di Kilian Jornet, di cui Olmo potrebbe essere il nonno.
Ne è uscito un film fatto di lunghi silenzi, in cui a parlare sono spesso le immagini e gli occhi di Marco che guardano sempre lontano, verso luoghi o ricordi dove la telecamera non può arrivare. Un film che suggerisce la storia di un uomo che si definisce sconfitto dalla vita, ma che ha saputo trovare nella corsa la via per riscattarsi da un destino amaro. Un uomo che non può fare altro che continuare a correre. Sempre avanti, perché quella è l’unica strada che conosce. L’unica strada che non lo ha mai tradito, in cui non si può barare, né prendere scorciatoie.Che dire in conclusione? Lo confesso: mi sono emozionato nel vedere così da vicino uno dei miei miti di sempre della corsa in natura, il cui passo umile ma inarrestabile è esaltato dalle bellissime musiche di Alberto Cipolla. Siamo di fronte ad un gran film, imperdibile per chi ama il trail running, affascinante per tutti gli altri.



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